Clara Consenti

Clara Consenti
Psicologa Psicoterapeuta

Dettagli sull’allenamento per tennisti di alto livello

Il fulcro: potenza vs resistenza

Guarda, il problema non è la tecnica, è la capacità di mantenere la potenza quando il corpo comincia a gridare “stop”. Qui si spinge il tracciato da 1 km a 5 km di sprint mentale, e la differenza tra un campione e un dilettante è una questione di minuti di lavoro extra. Perché le gambe sono la vera pista di decollo dei colpi, non le braccia.

Periodo di base: la fase di costruzione

Inizia con il “core”: plank, russian twist, medicine ball slam. Tre serie di trenta secondi, poi pausa di dieci, e ripeti. Poi, sprint su brevi distanze, 10‑15 m, ma al ritmo di un tiro di servizio. Ecco perché la fase di base non è un lento percorso, è un fuoco incrociato che allena la fibra muscolare veloce. E qui, l’alimentazione entra in gioco: proteine a letto di ferro, carboidrati a velocità di luce.

Allenamento di alta intensità (HIIT) in campo

Qui si combina il salto di una linea di servizio con il recupero di un punto. 30 secondi di scambio, al massimo, seguiti da 15 di recupero attivo – corsa leggera, respiri profondi. La chiave è il ritmo: non lasciar tempi morti. Se il tuo cuore non batte al 90% della soglia anaerobica, sei fuori strada. E non parlare di “solo cardio”, perché il tennis è una danza di scatti, cambi di direzione, e accelerazioni improvvise.

Force training: la palestra è il tuo secondo campo

Alzare il peso è obbligatorio. Squat, deadlift, affondi con kettlebell, tutto a carico del 70‑80% del massimale, cinque ripetizioni, quattro set. Non c’è spazio per la “scioltezza”; la forza deve essere trasferita direttamente nel colpo. Usa catene o bande elastiche per variare il carico durante il movimento, così il muscolo non si abitua al ritmo.

Recupero attivo e prevenzione infortuni

Molti credono che il recupero sia “sedersi e guardare la TV”. Sbagliato. Stretch dinamico, foam rolling, e sessioni di yoga focalizzate su flessibilità dell’anca e della spalla. Una sessione di 15 minuti al termine di ogni giorno di allenamento è più efficace di un massaggio di un’ora una volta al mese. E la idratazione? Bevi almeno 3 litri d’acqua al giorno, con elettroliti se il sudore è intenso.

Strategie mentali: la mente è la tua racchetta più potente

Visualizza il punto perfetto. Mantieni il focus su una sola variabile alla volta: respiri, piedi, impatto della palla. Tecniche di breathing box: 4‑4‑4‑4, una volta per set. Se il tuo cervello è in tilt, il corpo risponde con errori grossi. Il controllo del ritmo è la tua arma segreta, così come la capacità di passare dallo “zero” al “boom” in pochi secondi.

Esempio di programma settimanale

Lunedì: força + core; Martedì: HIIT + recupero attivo; Mercoledì: partita intensa + analisi video; Giovedì: palestra leggera + yoga; Venerdì: sprint di servizio + tecnica; Sabato: match simulation; Domenica: riposo totale. Ogni giorno, la stessa regola: massimizzare la qualità, non la quantità. Se segui questa scheda, il tuo livello salirà più in fretta di un ace a Wimbledon.

Non dimenticare di monitorare i dati con un GPS watch, per capire dove scoppia la fatica. E ora, il consiglio pratico: prima della tua prossima sessione, imposta un timer di 90 secondi per ogni esercizio, poi spegni il mondo e concentrati solo sul movimento. Domani avrai già notato la differenza.